giovedì, 02 luglio 2009,00:59
E' stato come spesso è
un po' bello e un po' brutto
adesso però basta
lasciami andare
venerdì, 26 giugno 2009,00:25
Sono quasi lì lì per dirlo
- mi sento sola - sono più debole di quel che sembra - sono più sensibile di quel che sembra - ho bisogno di aiuto - voglio amicizie vere - a volte mi sento morta e come un pesce che annaspa fuori dall'acqua - ho paura della morte - ho paura di invecchiare
al prossimo passo, forse.
Mi piacerebbe scrivere una lettera a un po' di persone,
ma proprio poi consegnargliela.
Ho un sacco di situazioni da risolvere che non ho saputo - voluto gestire.
Forse al prossimo passo.
Vorrei non essere sempre questo gelido spigoloso guerriero e non travestirmi da folle per dire le mie scomode verità.
domenica, 21 giugno 2009,23:38
Da quassù tutto sembra semplice.
Amo l'odore dell'erba, la dolcezza dell'aria, le ombre del bosco, il rumore delle ali delle rondini che tagliano il cielo. E la sorprendente magnificenza della corona di monti che ti aspetta quando esci dalla boscaglia.
Amo avere sulla faccia il colore del sole.
Quassù sembra che nulla manchi e le stelle diventano un tetto sopra la testa.
Quando sali quassù dimentichi la valle con l'oppressione della sua aria, delle sue città, della sua gente. La vita sembra vivibile, non esistono più problemi. Guardi i tuoi compagni di viaggio e li vedi belli, allegri giovani come se fossero ragazzi.
Quando sei quassù trovi il tuo posto nel mondo.
Vorrei portarvi tutti qui per potervi tutti amare, per vedervi camminare spediti sparsi sul sentiero, l'uno dietro l'altro ma senza nessuno prima e nessuno dopo. Studierò il modo di portarvi tutti qui e quel giorno forse troverò anche il coraggio di non scendere più.
domenica, 21 giugno 2009,01:42
E adesso che tutto è finito si può passare ad altro.
La pioggia lava la strada, i cani tacciono, la notte è senza stelle e resta solo l'oblio del sonno tra oggi e domani.
Da questo quartiere non si vede il cielo. E' nascosto dietro la fonderia, dentro l'officina abusiva dell'arabo, nella lavanderia a gettoni, sotto le panchine ai bordi del vialone.
Le nuvole che altrove disegnano orsetti in cielo non esistono, i bambini sono impegnati a schivare le bottiglie rotte e le siringhe usate. Anche sognare è complicato qui, anche far poesia.
Adesso che tutto è finito, uno scorcio di azzurro è un abbaglio da sopra le antenne televisive.
Rallento il passo e mi accorgo che anche qui c'è il cielo. Ce l'hanno sempre nascosto.
sabato, 20 giugno 2009,01:22
E così me ne sto qui mezza bagnata dall'acquazzone estivo mentre là fuori si decide del mio destino.
E non sono nemmeno mai stata capace di dirti che mi manchi.
Solo fughe o rabbia. O anche tutt'e due.
Il qualcosa che deve venire sembra ancora così lontano.
Mi sento straniera ovunque, appoggiata ovunque, da nessuna parte a mio agio.
Da nessuna parte definitiva.
L'esaltazione delle sorti che mutano è passata.
Ora è solo attesa.
Mi preoccupo troppo di quello che è stato e di quello che sarà? Forse.
giovedì, 21 maggio 2009,17:24
Sono di nuovo in partenza. Stavolta ci siamo, questo è IL viaggio dell'anno, la strada che sto percorrendo da mesi e mesi. Con qulache piccola variante, ma è decisamente lui. Meta? La Barbagia, il territorio più impervio e poco accogliente della Sardegna.
Perchè? Non lo so. Ma è lì che voglio andare, con entusiasmo e quasi con ossessione e sicuramente un senso ci sarà. Tutto trova il suo senso dopo un po'.
Quindi parto, da sola, con quattro cose nello zaino, un taccuino perchè ho bisogno di scrivere e due libri, uno per nutrire la shiatsitudine che ho di dentro (come direbbe una mia carissima amica) e l'altro per avere una testimonianza di lavoro nella terra del continuo fluire, ovvero l'India.
Tornerò, come sono sempre tornata. Tornerò con tante cose nel bagaglio, molte più del solito spero.
A presto o arrivederci o addio.
giovedì, 23 aprile 2009,15:41
Ancora viva nonostante la disorganizzazione e l'assunzione di sue soli caffè nel corso dell'intera giornata.
Sento del vago entusiasmo per il mio bellissimo medicinale omotossicologico che annovera tra i suoi componenti ben due veleni che provocano - ovviamente non in diluizione e in altre dosi - danni a carico dell'apparato digerente: la nux vomica e l'arsenicum albus.
Gli altri ingredienti sono la Pulsatilla, l'argentum, l'antinomium (di alchemica suggestione). Tutte robe fondamentalmente per ansiosi, depressi, esagitati colitici. Effettivamente nelle descrizioni dei tipi legati agli elementi mi riconosco in pieno. Soprattutto nella pulsatilla, che diventa una carogna se non le dimostri affetto e attenzioni.
Per il resto è appunto il secondo giorno. Staremo a vedere che succederà da qui in poi. Stamattina avevo un certo mal di stomaco (vuoi vedere che mi sto avvelenando??? ho pensato). Ora, dopo pranzo, sarà il pillolozzo ayurvedico ingurgitato insieme al the verde, mi sento meno gonfia del solito nonostante a pranzo mi sia scofanata un piatto unico composto di risotto alla milanese e bocconcini di pollo al curry (tutti amici-amici)!
Devo dire in tutto questo che mi diverte particolarmente porre tutta questa attenzione alla cura che sto seguendo, ai rimedi che sto prendendo, a come mi sento. Forse è la curiosità per una medicina di cui non sapevo quasi niente (o meglio di cui prima pensavo una determinata cosa e che poi si è rilvelata completamente diversa da quello che è). Di sicuro la teoria che sta alla base è affascinante, quest'idea del chiodo che schiaccia chiodo; poi mi diverte parecchio pensare al suo fondatore mentre prova a iniettarsi ed ingerire tutte le possibili immaginabili sostanze che ha attorno registrando di volta in volta i risultati.
Soprattutto in questo momento mi piace essere immersa in questo clima di entusiasta attesa di vedere come si muoveranno i miei sintomi in seguito alla dieta che sto facendo e ai rimedi che sto prendendo, perchè il dottore è stato vago e non so assolutamente che cosa aspettarmi...
mercoledì, 22 aprile 2009,17:02
Sono stata dall'omeopata a presentare il mio caso umano di sistema digestivo sputtanato. Gonfiore di stomaco, colon irritato, conflitti emotivi a manetta. Solo un omeopata poteva davvero capire quanto fossero in relazione le mie tremende stitichezze infantili con i panettoni aziendali avanzati divorati lo scorso natale.
Così nonostante un'ora di anticamera in un posto che, per quanto piacevole, dopo un'ora di anticamera fa girare le palle lo stesso, ho vuotato il sacco davanti all'ometto pacifico e con l'occhio storto che mi sono trovata davanti alla fine e gli ho raccontato delle cotolette impanate infantili, delle mie relazioni sentimentali burrascose e insoddisfacenti e della vita che conduco. Conclusione: mangio schifezze e junk-life.
Cominciamo con qualcosa di depurativo: una tabella con alimenti da preferire e da evitare in relazione al mio gruppo sanguigno (è sicura di essere 0+? - e penso a quanto mi sono incazzata quando l'ho scoperto poco prima di essere operata quando i miei per leggerezza avevano semplicemente dedotto fossi A+ visto che papà è A+ e mamma non ricordava - certo che sono sicura - ecco che il conflitto emotivo riemerge, altro che taglio sulla lingua!!!!) e un po' di cianfrusaglie ayurvediche, probiotiche, omotossicologiche giusto per aprire le danze. Sono parecchio confusa, non tanto per quello che ha detto lui perchè oramai sono anni che viaggio sul binario otto e tre quarti, ma per quello che gli ho raccontato io e per quell'altro che gli avrei voluto raccontare se solo non mi avesse interrotto, e quindi esco senza pagare nemmeno. Me ne accorgo che sono già in strada. Tanto devo tornare. Che figura di emme.
Leggo la tabella deglli alimenti: contiene tre colonne: alimenti "amici"(con il faccino che ride in stile Brunetta), alimenti indifferenti (o presunti tali.. di qualcuno diffido) e alimenti "nemici" (nei quali sono ricompresi inevitabilmente tutti gli alimenti base della mia dieta degli ultimi dodici mesi).
Dico "cazzo" ad alta voce. Mi accendo una sigaretta. Ridico "cazzo" ad alta voce. Pioviggina mentre mi affretto verso casa. Tra quello che ho in frigo e quello che ho in dispensa non riesco a mettere insieme nemmeno il 30% di "amici". Tutto questo mi ricorda qualcosa. Valuto le dimissioni.
Oggi è "il giorno dopo". Mi sveglio e ho fame ma non posso mangiare: il muesli e il porridge, le barrette col miele i biscotti e nemmeno le gallette di mais. Ma nemmeno il caffè. NON POSSO FAR COLAZIONE.
Addento una banana amica.
Al supermercato leggo attentamente gli ingredienti sui pacchetti di biscotti gluten free, sulle gallette di riso, valuto le insalate (che normalmente dividevo nei due ceppi principali: quelle rosse e quelle verdi), pongo attenzione alla frutta. Un po' mi entusiasmo (vedi che qualcosa da mangiare c'è??) un po' mi disarmo: ci ho messo più di mezz'ora a mettere insieme la cena di stasera con la colazione di domattina. Rido.
In ufficio un amico celiaco mi sostiene e mi manda materiale su internet riguardo il fatto che le intolleranze sono verso alcune sostanze e non verso i cibi. Ma la vita vista dal binario otto e tre quarti non è così semplicistica come la medicina allopatica vorrebbe e nonostante le dichiarazioni di affetto fatte perchè mi ha vista presa male dalla mi prima disastrosa spesa, tengo duro nella convinzione che ho passato anni ed anni ad avvelenarmi.
sabato, 11 aprile 2009,22:02
L'ho rivista la distanza
Da lontano sembrava minima
come qualcosa che si può saltare
con o senza gli stivali magici
dell'orco di pollicino.
Come quando guardi dall'alto
e tutto sembra piccolo.
Il tempo che è passato
non l'ha cancellata
se non dentro ai sogni
dove tutto è prima
o dopo
o adesso
dove tutto è confuso,
dove ogni passo è un niente.
Ma qui, là
la vuotezza delle parole
la paura del silenzio
l'imbarazzo della luce
di una pallida primavera
le mani in assenza di una occupazione
il desiderio di essere altrove
ancora prima di essere lì
solo questo è reale.
Forse esser lì per dovere di coscienza
per chiudere una parentesi
per stilare un verbale di accertamento.
Così mi sono accertata
ed è forte l'urlo di gioia
della mia assoluta libertà
correre via per le strade dove fioriscono i ciliegi
dove cantano gli uccelli
con la gioiosa consapevolezza
che non c'è più niente per cui lottare lì
luogo ostile delle cause perse
il lontano è lontano quanto il vicino
non ho più niente da fare
non ho ruoli
non ci sono posizioni aperte per me
in questa commedia.
sabato, 11 aprile 2009,01:51
Gli amici amici che non rivedi da un sacco di tempo sono ne più e nè meno di quelli che frequenti ogni giorno.
Si spiattella tutto su un tavolino dal design anni '70 come se nn fossero passati più di dieci anni ma solo qualche giorno.
Gli amici amici non si perdono mai,
e quando li ritrovi, anche se ti mandano un sms con scritto va bene scendo ti commuovi.
Passa il tempo ma il tempo non è passato mai.
Vedi le cose dallo stesso punto di vista, come quando eri al liceo.